Sull’orlo del baratro

Aumenta la disoccupazione, aumentano i prezzi, diminuiscono i salari, nuove e vecchie tasse saccheggiano le tasche dei meno abbienti, mentre diventano più odiosi i privilegi dei potenti, diminuiscono gli spazi di libertà e vigliacchi soprusi vengono perpetrati in nome della sicurezza. Le galere e le piazze si riempiono di un esercito di nuovi poveri, mentre soldi e potere si accentrano tra politici, banchieri e multinazionali sempre più arroganti e tracotanti, che con guerre e devastazioni ambientali flagellano le popolazioni al solo scopo di far muovere l’economia e arricchirsi.
“Banditi e ribelli vi spezzeremo le reni”
La paura di una contestazione indomabile e selvaggia come quella greca, spaventa le classi dirigenti che cominciano a sferrare attacchi preventivi nella speranza di arginare il fiume in piena della crisi sociale. La tanto amata democrazia permette il dissenso all’interno del suo ambito, lo stesso ambito in cui: incarcera chi oltrepassa una frontiera, vessa e opprime le classi  più disagiate, uccide chi non può difendersi, infetta chi opera nelle sue industrie, affama e sfrutta chi lavora per lei. L’ ambito della democrazia e del capitale è un recinto in cui le popolazioni sono bestiame, mansueti buoi che vengono condotti al macello. Guai al bove che si lamenta mentre viene marchiato a fuoco, guai al bove che scalcia mentre gli si strappano i denti, guai a chi cerca di uscire dal recinto. Durante il fascismo lo Stato ha inventato un reato (270bis c.p. tuttora in uso) apposito in cui basta solo pensare di coalizzarsi contro di lui per guadagnare galere ed angherie. Da un capo all’altro dell’Italia 4 distinte operazioni si sono succedute in 3 mesi portando all’arresto decine di anarchici, indagando centinaia di persone e perquisendo centinaia di abitazioni. Senza contare le pesanti pene inflitte come vera e propria ritorsione ai manifestanti del G8 del 2001 o gli arresti preventivi per gli oppositori alla linea TAV.
“Noi lottiamo, voi votate”
I nostri compagni, amici e affini, non si stupiscono del trattamento ricevuto sanno di essere stati puniti esclusivamente per avuto il coraggio di uscire dal recinto. Mentre pavidi armenti muggiscono il loro dissenso tra una petizione di firme, un elezione ed un sit-in, pochi individui da soli: informano, smascherano e attaccano le strutture criminali del sistema. Ardono le banche criminali, saltano in aria le agenzie di riscossione affamatrici, si spaventano gli industriali eco-assassini. Mentre greggi chiedono una legge, un lavoro, un guinzaglio ai loro macellai, comunità alternative basate su autogestione, mutuo appoggio e rifiuto della delega nascono in valli ribelli dal dominio dei potenti. Manipoli d’individui che molto spesso non si conoscono nemmeno, agiscono in base alle loro abilità e possibilità, chi scrivendo un messaggio su un muro, su  internet o su un volantino, chi rallentando e sabotando le strutture che rendono la vita un inferno.
“Non chiediamo il futuro ci prendiamo il presente”
Non siamo ingenui, sappiamo che ancora un solco enorme fatto di sofferenza e macerie fumanti divide questo sistema di sfruttamento e odio da una società senza schiavi ne padroni, senza dei ne religioni, senza stati ne nazioni. Ma prenderne atto non basta, per non essere complici più o meno consapevoli, si deve agire per riprendere il controllo della propria vita e non s’illudano quelli che ora si sentono al sicuro, sull’orlo del baratro il terreno è sdrucciolevole e nessun riparo esiste dove rifugiarsi. Schierarsi ora individualmente senza aspettare deleghe, partiti, sindacati, mass-media, avanguardie e masse, ormai ridicolo ciarpame del secolo scorso, può fare la differenza perchè solo nella lotta di liberazione diventa degna la vita di una persona. Il presente è un laboratorio dove sperimentare ciò che verrà, senza presente ogni appello al futuro è un vuoto urlo che si perde muto nello spazio sordo.

Libertà per il nostro fratello Peppe Sghigno, Libertà per tutti i compagni in carcere!
Solidarietà con Gimmy e tutti i compagni in fuga perseguitati dagli Stati!!
Solidarietà a chiunque nel mondo combatte con azioni dirette l’oppressione dello stato e del capitale!!!
Fermiamo l’accanimento terapeutico a cui è sottoposta sta società morente, poniamo fine alle sofferenze, stacchiamo la spina al sistema!!!!

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1 Response to Sull’orlo del baratro

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