A 6 mesi dal varo del pacchetto sicurezza – Insabbiati

Insabbiati

Dopo l’accordo di marzo 2009 siglato dal dittatore libico Gheddafi con il suo omologo italiano si è intensificata la cosidetta “prevenzione” delle partenze dalla costa africana verso la Sicilia, mentre fino ad agosto sono numerosi i respingimenti in alto mare attuati dalla guardia costiera e la GdF. Il governo tira un sospiro di sollievo, i CIE di Elmas e Cassibile sono inattivi come quello di Lampedusa, ricostruito e non più utilizzato e quello di Pian del Lago bruciato in Novembre e chiuso definitivamente. Meno bagnarole pullulanti di stranieri galleggiano nelle acque territoriali italiane Il sindaco di Lampedusa costretto dai suoi elettori a collutazioni verbali e minacciose con premier e vicesindaco leghista Maraventano circa un anno fa, può finalmente riconciliarsi con i suoi padroni scrivendo lettere di scuse. L’economia basata sul turismo, veniva evidentemente danneggiata dall’enorme afflusso di migranti che aveva trasformato Lampedusa in un isola-prigione, ma adesso grazie all’operato dell’esecutivo è tutto risolto.

L’estate 2009 ha registrato solo 1.833 arrivi rispetto ai 18.761 dello stesso periodo 2008, una grande vittoria per l’Italia tutta intera, che puo finalmente spazzare le vite dei clandestini sotto un tappeto, mostrando così la casa pulita. Finalmente la porta d’ingresso ufficiale del paese, quella visibile a tutti, si svuota. I fastidiosi e inopportuni ospiti che l’affollavano sembrano spariti, infatti con le attuali tecnologie non è possibile non rilevarli in mare, mentre invece diviene un buon nascondiglio per i morti che inghiottiti dalle acque son difficili da vedere, nel solo canale di Sicilia fino ad agosto sono 415 quelli accertati. Quindi impiccioni, voyeur e critici possono acquietarsi mentre tutto torna nel sordido del sommerso, nell’indifferenza del lontano.
Poco importa se in realtà dalla porta principale entrano solo
meno del 10% dei clandestini che arrivano in Italia (inoltre quelli respinti e sott’acqua sarebbero per lo più richiedenti asilo, dato che il 70% delle 31mila e 200 domande d’asilo presentate nel 2008 riguardano extracomunitari comunque sbarcati in Sicilia).

Ma sopratutto lontano dagli occhi lontano dal cuore, non sono quantificabili ma si suppongono siano migliaia i morti che l’accordo Roma-Tripoli sta provocando nel deserto che divide la Libia dal Niger, strada obbligata per gli immigrati africani che vengono rimandati oltre confine o che scappano dai lager approntati dal dittatore nordafricano con l’aiuto della protezione civile italiana. Morti di serie B, che difficilmente avranno un nome, un volto, una dignità ma non c’è da preoccuparsi hanno la pelle scura, non sono mica italiani, sono selvaggi che importa poi, se è proprio il nostro civilissimo Stato a condannarli a morte, se arrivassero a destinazione potrebbero rubarci il lavoro.
Questa situazione rende palese l’inconsistenza, l’ipocrisia e smaschera la vera natura del sistema internazionale, pronto a scatenare guerre per portare la cosiddetta democrazia tanto quanto è pronto a dimenticarsi dei violenti regimi totalitari con con cui invece si possono fare lucrosi affari.

Maroni si vanta di aver “realizzato l’azione più efficace di contrasto all’immigrazione clandestina fra quelle fatte dai governi europei” seconda solo alla soluzione finale di Goring, infatti il ministro dell’interno sogna di poter eguagliare il suo omologo Himmler in eroiche gesta.

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